la corsa verso il cielo delle Apuane

la corsa verso il cielo delle Apuane

giovedì 10 marzo 2011

Anche se in ritardo eccomi...34 km. Un giro da ricordare!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sabato è stata la volta di un nuovo lungo inserito, sempre, nell'ottica della preparazione per il Passatore.
L'obbiettivo di partenza era quello di stare sulle gambe almeno quattro ore e, alla fine, mancavano meno di tre minuti per rispettare le aspettative.
Una volta, diversi anni fa, sempre in occasione della preparazione per la  100 chilometri, eravamo un gruppetto di 4/5 amici che, quasi settimanalmente, scarpinavamo per ore sulle strade delle nostre colline. Per chi ci conosceva, per gli altri amici podisti, coloro che non "volevano" o "non potevano" far quello che facevamo, eravamo LA SQUADRA DELLA MORTE ed eravamo additati, dai "normali podisti" come un esempio da non imitare. Ma ci divertivamo e, quell'anno, portammo a termine il Passatore con un ottimo risultato; 13 ore ma, soprattutto, con tranquillità, senza problemi e le varie crisette furono affrontate nel migliore dei modi.
Questa volta risento gli stessi commenti di allora, le medesime battute soprattutto da chi vorrebbe ma "non osa" e stavolta siamo in 3 (per gli allenamenti io e Duccio a cui, a volte, si aggiunge la Silvia che partirà con noi da Piazza Signoria e arriverà, con noi, in Piazza del Popolo a Faenza).
E così, sabato nella tarda mattinata, sotto un cielo plumbeo e una fastidiosa umidità che dava piuttosto fastidio, siam partiti da Lappeggi  verso il Taddeino, il lago e su verso la "maremmana". Incrociata la vecchia strada di transumanza abbiamo preso per San Clemente in Panzalla, la località sopra San Polo dove si trova un'antica Pieve. Ci siamo arrivati dopo circa 8 chilometri che hanno richiesto quasi un'ora di fatica per poter salire dai 150 m.s.l.m di Lappeggi ad oltre 500 mt.





In poco più di tre chilometri è stato facile, lungo una larga carreggiabile, scendere giù fino a San Polo dove ci siamo ristorati alla provvidenziale (anche se avevamo la riserva nel camel bag) fontanella che si trova nella piazzetta.






Da qui iniziano circa 5 chilometri di salita asfaltata (simulazione ascesa al passo della Colla) fino a Poggio alla Croce con foto d'obbligo.
Le gambe cominciano a sentire un pò di fatica ma ora il più è fatto (se riusciamo a trovare la via giusta). Dobbiamo percorrere il sentiero 00 del CAI ed è tutto abbastanza facile fino a che non deviamo su un viottolo sulla destra non segnato che, l'unico tizio incontrato sulla nostra strada, ci dice ricongiungersi con il sentiero originario. Cominciamo a scendere ma verso il Valdarno e la cosa mi preoccupa; non vorrei ritrovarmi all'Incisa. Comunque andiamo avanti e la nostra perseveranza viene premiata; costeggiamo la vetta e fatta una ampia svolta a sinistra ci ritroviamo sul CAI 00.
Dopo circa tre ore di viaggio arriviamo, puntualmente, di nuovo, a Panzalla. Sentiamo odor di casa. E' tutta strada a favore e dopo una bella bevuta al Cicali ricosteggiamo il lago, scendiamo al Taddeino e via, verso Lappeggi. Dobbiamo fermare il GPS sui 34 chilometri e così, tanto per gradire, allunghiamo la strada facendo il rettilineo che va verso la Torre anda e rianda. Comincio a sentirmi vuoto e ho bisogno di qualche pausa di passo per recuperare.
Finalmente arrivati. 3 ore e 57 minuti, 34 chilometri e 1050 mt di dislivello positivo.
GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

giovedì 24 febbraio 2011

lunedì 21 febbraio 2011

LUNGO con incorporata "mezza maratona di Scandicci"

Domenica dedicata, nuovamente, ad un "lungo". L'impegno del "Passatore si avvicina e bisogna abituarsi a stare sulle gambe (una teoria è quella di arrivare a trovare normale correre ed essere in crisi quando non lo si fa!!!!!).
L'idea era quella di partire da casa, arrivare di corsa a Scandicci e correre la mezza maratona; chilometri preventivati circa 37/38.
 L'appuntamento era ai giardini dell'Antella con Duccio alle 7,35 (che poi, per lui son diventate le 7,40) e con Silvia alla rotonda del Ponte a Ema, davanti al distributore della Q8, alle 8,00. Sulla spianata del Niccheri, davanti all'Ospedale, abbiamo agganciato anche lo "zero" che ci ha accompagnati fino alle porte del Galluzzo.
L'andatura era tranquilla, la compagnia piacevole  e le chiacchiere piacevoli; chiacchiere che vertevano, per lo più, sulle passate esperienze dello "zero" che con i suoi 12 Passatori fatti è una fonte inesauribile di anedotti.
All'ingresso di Scandicci ci sono venuti incontro Maurizio e Silvio de con loro abbiamo aspettato il via della gara. Avevamo già messo in saccoccia 17 chilometri ad un ritmo leggermente più veloce di quello che  ci eravamo prefissati (dovevamo andare a 6'/km ed invece eravamo di circa 10/15 secondi a chilometro più veloci) ma il ritmo cardiaco era nel range giusto e, quindi, siam partiti per la mezza continuando sullo stesso ritmo.
I chilometri scorrevano veloci e sembravan tutti fatti con lo stampino (la velocità oscillava tra i 5,40 e i 5,45/km)
Riuscivamo a parlare tranquillamente, a scherzare e devo dire che ancora la fatica non si faceva sentire.
25°, 26°, 27° e tutto andava  a meraviglia. Eravamo partiti nelle ultime posizioni e questa nostra andatura riusciva a farci recuperare molti podisti.

31°,32°,33°,34°, 35° e vediamo, davanti a noi, Valdemaro. La nostra velocità, come avevamo concordato inizialmente, dal 31° è aumentata. Siamo ora sui 5,30 a chilometro e stiamo correndo piuttosto bene. Raggiungiamo Valdemaro, un pò in difficoltà dopo i malanni della settimana, e lo superiamo continuando sul nostro ritmo e arriviamo al traguardo dopo aver percorso 38,740 chilometri in 3h, 44', 19". (la maratonina l'abbiamo chiusa in 2h, 01', 30")

giovedì 10 febbraio 2011

Ma che avrà da ridere.............



Ma che avrà da ridere quel tipo dietro di me con la pettorina arancione????
A volte si tratta di incoscienza giovanile e, infatti, io, che son più vecchio, di ridere non ci penso proprio. Probabilmente, quel tipo, con la fanciulla accanto (anche lei incosciente???????? boh, non la conosco a sufficienza per esprimere un giudizio), non si rende conto di quello che l'aspetta. No, non è "il passatore" che abbiam deciso di provare a fare il prossimo fine maggio, ma è "LA PREPARAZIONE AL PASSATORE" che ci dovrebbe spaventare.

Chilometri, chilometri, chilometri e ancora chilometri a dispetto di chi sostiene (i famosi teorici che non hanno fatto mai neanche una vera maratona) che i lunghi, per preparare il passatore, non sono indispensabili.
Poco fa stavo dando un'occhiata al lavoro svolto in queste ultime settimane e mi sono spaventato se penso ai 35/45 chilometri settimanali che facevo prima. Adesso viaggio (anzi, viaggiamo con il podista ...dal sorriso facile) sui 60/70 e, la settimana scorsa addirittura 78, complice il lungo di domenica scorsa


Devo dire che dopo i 35 km. di domenica abbiamo recuperato piuttosto bene e, martedì, quando siamo usciti per fare un "quindicino" le gambe giravano che era un piacere.
SPERIAMO DI CONTINUARE COSI'...........................


martedì 1 febbraio 2011

LA RONDA GHIBELLINA

Dopo un'avventura di oltre 3h e 23', 27 km. percorsi sotto la pioggia, a tratti sotto la neve, con un freddo cane, dopo aver guadato due torrenti dove l'acqua arrivava sino alle cosce (son basso, un altro pò e mi toccava nuotare) e per non farsi mancar niente un bel tratto in mezzo ad un campo arato con fossato da saltare finale, l'espressione della faccia non mi sembra eccessivamente tremenda.
Eh si! La Ronda è stata una bella avventura, un trail veramente tosto e questo, indipendentemente dalle pecche che ci sono state nell'organizzazione. Pecche che, come ho detto anche nel forum di spirito trail, sono dovute essenzialmente all'inesperienza e che ci possono stare nella prima edizione (solo sulla sicurezza bisognava, sin da subito,  porre più attenzione) e che serviranno a Gasolio (uno degli organizzatori) per far meglio l'anno prossimo.
Un trail tosto, dicevo, che ha messo a dura prova i partecipanti soprattutto quelli un pò più sporvveduti che l'avevan preso sottogamba.

Dislivelli positivi importanti, forse non i 1400 dichiarati dall'organizzazione ma, se il mio GARMIN non ha sbagliato, dovrebbero essere poco più di 1.100 D+. Comunque tosti a partire dall'inizio quando, dopo poco meno di due chilometri siamo entrati nel bosco e abbiamo cominciato ad arrampicarci (letteralmente) sino al 6° chilometro. Da lì non era certo finita ma il tratto di salita peggiore era fatto anche se la salita e, soprattutto il fango scivoloso (nel tratto di bosco), la pozze d'acqua larghe tutto il sentiero dove qualcuno c'è finito dentro, ci hanno messo a dura prova.
Fino al 15° è stao così; salite alternate a ripide discese finch'è non è arrivata la vera lunga discesa che ci ha portato fin quasi al livello di partenza. Nuova salitella con relativa discesa e poi 5 chilometri di pianura compreso il guado dei torrenti e il fango finale del campo arato.
Bilancio finale più che positivo sia per i sentieri percorsi, sia per la fatica fatta sia per l'andatura che sono riuscito a tenere.
Alla prossima

sabato 29 gennaio 2011

MARATONA DI ROMA: gabbia di partenza degli "elites"

E si!!!! Proprio così!.
Ieri sera era previsto un incontro, organizzato dal negozio "il Campione" di Prato con cui andremo alla maratona di Roma, dove sarebbero stati affrontati argomenti tutti relativi al "correre" (anzi no, c'era anche il fitwalking) e, soprattutto, relativi alla preparazione di questi ultimi due mesi prima della gara di Roma.
E' stata una piacevole serata dove abbiamo potuto vedere un vecchio filmato relativo all'impresa di Abebe Bikila degli anni '60, dove esperti hanno parlato di allenamenti, infortuni, tabelle ed altro ancora fino a che, alla fine della serata, un responsabile dell'organizzazione della maratona di Roma, ha fatto l'estrazione di una ventina di premi da assegnare ai presenti; magline della scorsa edizione della maratona, zaini e, udite..udite.., tre numeri di pettorale che daranno diritto di partire, alla prossima maratona, nella griglia subito a ridosso dei 50 "top runners".
A questo punto è inutile che vi dica chi ha vinto uno di quei pettorali. Si! Il sottoscritto che il prossimo 20 marzo potrà sentire il colpo di pistola dello starter gomito a gomito con i migliori maratoneti. Sentire solo il colpo dello starter insieme perchè, subito dopo, sarà bene che cerchi di stare da una parte per evitare di esser calpestato dalle migliaia di podisti che partiranno dietro a me ma che andranno senz'altro più forte.

mercoledì 26 gennaio 2011

SON SEMPRE QUA................

Sono passati alcune settimane dall'ultimo post e, quindi, riprendo da dove ero rimasto.
La decisione di provare a rifare il PASSATORE è ormai presa e definitiva e già ho iniziato a programmare gli allenamenti e le gare proprio in previsione di quest'obbiettivo. Compagno d'avventura sarà Duccio che, sembra ormai provato, è ammalato di corsa forse più di me (ed è tutto dire!).
Abbiamo cominciato a macinare chilometri su chilometri ed abbiamo già fatto un lunghissimo di 30 km. Lo so, ancora è una distanza irrisoria per affrontare una 100 ma siamo solo a gennaio e vogliamo aumentare i Km con gradualità per evitare problemi e tutti quegli infortuni che sono sempre in agguato in una preparazione del genere.
Questa è la settimana di scarico dopo che per tre settimane abbiamo corso per oltre 60 km/settimana ed in questi giorni corricchio pochissimo in attesa, domenica prossima, di fare i 27 km della Ronda Ghibellina.
Spero di fare qualche bella foto e la settimana prossima cercherò di fare il resoconto di questo Trail che è alla sua prima edizione.
A proposito di Trail; stiamo cominciando a preparare il nostro TRAIL di FONTESANTA e sul blog www.tafontesanta.blogspot.com ho già inserito la bozza del volantino che è in fase di stampa. Quest'anno abbiamo deciso di premiare anche le categorie e di aggiungere anche premi a sorteggio per rendere la gara ancora più ricca. 

lunedì 10 gennaio 2011

2011 - E' saltato il Poggiolo ma c'è....l'invernale di Palastreto

Effettivamente siamo lontani mille miglia e le due corse, il Poggiolo e l'invernale di Palastreto, non sono assolutamente paragonabili. Più di mille podisti "stradaioli" alla prima, poco più di un centinaio di "pazzi trailers" alla seconda, tanto asfalto e pochi sentieri nella prima, quasi niente asfalto e tanto bosco, tanti sentieri, tanto fango, tanti panorami mozzafiato nella seconda, una pazza corsa veloce con il cronometro sempre sotto controllo  la prima, una lunga cavalcata immerso nella natura la seconda. 
Quanta nostalgia nel leggere il resoconto del "Poggiolo" sui blog dei vari "spiriti trail" dal Gaggio a Ruperzio, nel vedere le foto di luoghi attraversati per la prima volta l'anno scorso e dove avrei voluto tornare anche quest'anno, panorami magnifici dove le creste dei monti emergevano dai laghi di nebbia che coprivano le vallate!
Ma tant'è! Il polpaccio infortunatosi a novembre non lo sentivo ancora del tutto a posto per affrontare una prova simile e, quindi, ho ripiegato sulla garetta settimanale che poi, tanto garetta non è. Percorso molto nervoso, con saliscendi continui che mettono a dura prova le gambe se uno intende "spingere"e dove, ad esser sincero, ho speso tante energie per cercare di star dietro al rivale di turno.
Comunque un'altra domenica di corsa, un altro mattoncino che va a d aggiungersi a tanti altri nella iniziata preparazione per l'obbiettivo 2011: 
IL PASSATORE.

mercoledì 29 dicembre 2010

L'ECOMEZZA DI PIENZA CI HA REGALATO UNA SPLENDIDA MATTINATA

Il meteo era abbastanza preoccupante; era previsto freddo e neve e già in auto, mentre ci avvicinavamo a Pienza, i nostri accompagnatori erano preoccupati di come trascorrere la mattinata in attesa del nostro arrivo (l'anno scorso passarono molto di quel tempo all'interno di un bar).
A dispetto di ogni fosca previsione, invece, la mattinata è stata magnifica; fredda sì ma con un bel sole che, soprattutto sottovento, rendeva la temperatura piacevolissima.
Eravamo un bel gruppetto e ci eravamo premuniti di prenotare, per il terzo tempo, il pranzo in ristorante (tanto per cambiare!!!).
Pienza ci ha accolto con la sua caratteristica piazzetta (punto di ritrovo e partenza/arrivo) che, anche quest'anno, aveva, al suo centro, un bel "ceppo" di legno che scoppiettava con accanto podisti infreddoliti a riscaldarsi. Nel pomeriggio, parlando con alcuni abitanti di Pienza (come si chiamano?? ...pienzesi?...pienzini??...boh!) abbiamo appreso che sia la vigilia di Natale che l'ultimo giorno dell'anno, innalzano una pila di legna alta 1,5 mt la incendiano e la lasciano bruciare, senza alimentarla, fino al suo completo esaurimento.
Ma veniamo alla corsa! Buona partecipazione considerando il giorno dopo Natale (circa 350 partecipanti) e alle 9,30 via per le campagne della vald'orcia.
Per i primi 4/5 chilometri ho cercato di tenere il passo dell'amico Giuseppe ma poi, sentendo il polpaccio destro (quello dell'infortunio) indurirsi e mandare strani segnali, ho preferito rallentare continuando con un passo più rilassato che mi ha permesso di godermi panorami affascinanti. In alcune salite ho anche alternato la corsa al passo fermandomi rigorosamente ad ogni ristoro.
Ho chiuso in 2 ore e 3 minuti, come l'anno scorso; contento perchè le gambe, compreso il polpaccio, nonostante tutto hanno retto bene. 
Sto pensando, però, di evitare il Poggiolo per non rischiare di fermarmi nuovamente; devo continuare in maniera guardinga fino a che non sarò completamente a posto.

domenica 19 dicembre 2010

Impossibile rinunciare

Questa mattina, nonostante il freddo intenso che ha gelato il paesaggio rendendolo simile a tanti fotogrammi immobili, era impossibile rinunciare ad andare a pesticciare la neve su, verso Fontesanta. L'uscita a Bastia Umbra è saltata, causa maltempo ( solo un paio dei nostri si sono avventurati nell'impresa e non se ne sa più niente; speriamo che riescano a rientrare per martedì sera quando ci ritroveremo per la cena sociale), e, quindi, appuntamento allo stop di Lappeggi con il gruppetto di Grassina.
La strada, a parte nel centro di Antella, era coperta da un velo di ghiaccio, scivoloso e, quindi, pericoloso che, via via che salivo Fontespugnana, si ispessiva fino a trasformarsi in una soletta di neve ghiacciata.
Freddo intenso, soprattutto nelle zone in ombra, ma, arrivato in zona Lappeggi il sole limpido in un cielo terso, riusciva a scaldare un pò tanto da rendere la corsa particolarmente piacevole complice, anche, un paesaggio inconsueto e bellissimo.
Abbiamo preso la viottola del Cerreto verso Picille e, da lì, siamo saliti al Taddeino e poi ai "villini". Arrivare in Fontesanta avrebbe fatto ritardare troppo lo "zero" che doveva preparare il pranzo alla famiglia per cui abbiamo optato per passare dal Calvelli e scendere, poi, al Borro di S.Andrea.
Al gruppetto di case prima del lago abbiamo perso un componente del gruppo; il cassiere, come se fosse nuovo di quei sentieri, come se non fossero decine se non centinaia le volte che è passato da li, abbagliato dal bianco della neve che, come alle galline gli ha fatto perdere l'orientamento, invece di girare a sinistra verso il lago, se ne è andato giù in mezzo ai campi immergendosi nella neve e non riuscendo più a capire da dove passare per raggiungerci. Lì son cominciate le urla per orientarlo: "di qua!" - "prendi a destra!" - "torna indietro"  ma solo dopo diverso minuti lo abbiamo visto risalire, macchia gialla e rossa in mezzo alla neve, verso di noi.
A quel punto son cominciati i meleggiamenti  che ci hanno accompagnati fino al Calvelli. Una bella bevuta d'acqua (stranamente meno fredda della temperatura esterna) e poi giù verso il Borro di S.Andrea, Picille, Campolungo e, finalmente a casa.
Oltre 14 chilometri con un buon dislivello. Ottimo!

venerdì 17 dicembre 2010

Firenze sotto la neve! Il mondo intorno a noi è bloccato.

Oggi era prevista neve e, puntuale, intorno all'ora di pranzo, son cominciati a scendere bianchi e soffici fiocchi.
Le strade si sono intasate e tutto si è interrotto; appuntamenti rimandati, attività bloccate e tante, tante auto di traverso in mezzo alle vie. Nonostante l'evidenza molti, anzichè muoversi a piedi o con i mezzi pubblici che si son subito dotati di catene, hanno "osato" e hanno bloccato tutto.
Avevo previsto un allenamento nel pomeriggio e pensate, forse, che mi sia fatto scoraggiare dal tempo? Macchè!
Vestito di tutto punto con ai piedi le ottime Cascadia son partito verso Ponte a Niccheri per poi fare il giro da Grassina e risalire all'Antella passando da mura. 
Bellissimo!!! e divertentissimo guardare le facce meravigliate degli automobilisti imbottigliati nel traffico quando gli passavo accanto. I fiocchi di neve mi battevano in faccia ma soffici com'erano era quasi un piacevole massaggio.
Quasi nove chilometri corsi in un paesaggio straordinario, inconsueto per le nostre zone e che mi hanno fatto riandare, con la mente, al Trail del Montalbano dello scorso anno.
Alla prossima.............

domenica 12 dicembre 2010

NUOVO OBBIETTIVO


L'idea c'era già l'anno scorso ma, forse, ancora non ero sufficientemente determinato e motivato ma il 2011 sarà l'anno della 100 km. del Passatore.
Dopo 23 anni ripercorrerò alla "pedona" e senza interruzioni, spero fino in fondo, la strada che da Firenze arriva in piazza del Popolo a Faenza.

Intanto ecco il programma, in aggiornamento, delle gare che farò in avvicinamento al Passatore:


Domenica 09 gennaio 2011               Trail del Poggiolo                            Km. 21   D+1200 mt.


Domenica 30 gennaio 2011               Trail Ronda Ghibellina                   Km. 27   D+1400 mt.


Domenica 13 febbraio 2011              Giro del Lago di Bracciano             Km. 34 

giovedì 9 dicembre 2010

DOVE ERAVAMO RIMASTI.............

Dopo sudore e fatica del massaggiatore (con la fatica che gli ho fatto fare rischio di perderne l'amicizia), dopo i tanti lamenti di dolore tutte le volte che infieriva con forza sul muscolo tutto contratto,
dopo infinite applicazioni di gel e creme SEMBRA CHE......FINALMENTE........il polpaccio sia a posto.
Nei giorni passati l'avevo già testato in palestra, sul tapis roulant

iniziando, prima con pochi minuti di corsa lentissima per poi aumentare, piano, piano, sia il tempo che la velocità.Poi, ieri, la vera prova; la corsa nel parco della Feniglia, Un circuito nella bellissima pineta della Feniglia, di cinque chilometri da ripetere due volte.
Devo dire che ho fatto tutta la gara con la tremenda paura di risentire la fitta al muscolo del polpaccio e, quindi, ho tenuto un'andatura piuttosto blanda. Addirittura, dopo il primo giro, ho fatto anche un centinaio di metri di passo per poi riprendere e finire, nell'ultimo chilometro, con un aumento dell'andatura che, però, mi ha fatto capire che se non voglio rifermarmi presto devo aspettare ad allungare e, soprattutto, farlo con gradualità.
Dopo la corsa, come al solito, tutti (stavolta eravamo un bel gruppo di 27 persone) a mangiare in trattoria  presso la "trattoria l'ovosodo" ad Orbetello. Grande abbuffata di pesce innaffiata da tante bottiglie di bianco di Pitigliano (dovevano esser bucate perchè il livello del vino scemava a vista d'occhio e la cameriera non riparava a portarne di piene in sostituzione di quelle che si vuotavano così velocemente).



...................................E POI............OGGI...........VISITA MEDICO SPORTIVA PER L'IDONEITA' AGONISTICA


...................................................I D O N E O.............................................

giovedì 18 novembre 2010

Non ci siamo proprio! Addio maratona di Firenze.


Si, sono proprio inc...... nero!
Stamani ho provato a fare il test del chilometro ma non è andata!
In palestra, sul tapis roulant, dopo un buon riscaldamento in cyclette ho provato a testare il polpaccio. Ad essere completamente onesto sentivo che, ancora, non era a posto; lo sentivo rigido ma nonostante questo la voglia di riprendere a correre e, soprattutto, provare a ripartire per non perdere Firenze, mi hanno portato a provare.
I primi 500 metri sono andati abbastanza bene anche perchè ho posizionato la velocità intorno ai 9 al km. Poi il test; ho quindi accellerato (per modo di dire) fino a 10,5 km/h e dopo alcune centinaia  di metri ho sentito ripresentarsi il fastidio al polpaccio. Alla fine, se dovessi assegnare un voto da 1 a 10 alla prova opterei per un 4 e mezzo. Quindi:
RASSEGNAZIONE!!!!!!!!!
La maratona di fine mese ormai è andata e devo, a questo punto, star fermo fino a completa guarigione.

martedì 16 novembre 2010

Acc... ci siamo; polpaccio in crisi

Era tanto che non ero costretto ad uno stop per qualche infortunio ed ho finito col credere di essere diventato indenne da incidenti. E invece no!!!
Giovedi scorso, nonostante sentissi ancora le gambe affaticate dal Trail di Portofino, ho voluto esagerare con l'allenamento contro ogni razionalità, sembrava quasi che andassi alla ricerca dell'infortunio.
Qualcuno penserà che non avessi voglia di correre la maratona di Firenze e che, quindi, cercassi la scusa giusta, ma non è così!
Ed ora, con gli allenamenti interrotti e con la possibilità di essere al piazzale Michelangelo domenica 28 che sfuma sempre più ogni giorno che passa, il morale e sotto le scarpe.
Lunedi mattina sembrava che il dolore fosse sparito ed ho riprovato ma fatti due chilometri mi sono dovuto fermare nuovamente.
ED ORA SONO FERMO!!!!!!!
Per accellerare la guarigione sto provando di tutto:
- massaggio con crema all'arnica
- magnesio che dovrebbe funzionare da miorilassante
- Bryonia-heel pasticche omeopatiche a base di arnica
- idromassaggio
- sauna
L'inizio dovrà essere graduale e solo se arrivo a domenica completamente a posto posso valutare se presentarmi al via della maratona.
Intanto sto aspettando che il fastidio sparisca nella normale attività da sedentario e poi eseguirò i TEST consigliati dal sito www.albanesi.it:
- livello 1 - correre a 6/km per 1 km e se non sento niente passo al livello 2
- livello 2 - correre 1 km a 6/km + 1 km a 5,30/km + 1 km a 5/km. se non sento niente passo al livello 3
- livello 3 - correre 6 km al ritmo di fondo lento  + 1km al ritmo dei 10.000. se non sento niente passo al livello 4
- livello 4 - dopo i 6 km di fondo lento fare 500 mt. al ritmo dei 3.000, 3' di sosta e dopo stetching dolce  e 3 allunghi sciolti da 80 m. se non sento niente ricomincio con l'allenamento normale.
Per il momento rimando al prossimo appuntamento.

martedì 9 novembre 2010

TRAIL DEL MONTE DI PORTOFINO


La spedizione verso la riviera ligure è partita sabato mattina. Le premesse non davano troppe speranze; controllati tutti i siti "meteo" che si trovano su internet ma nessuno dava per "nemmeno passabile" il tempo sulla zona interessata (a dire il vero era prevista acqua a catinelle per tutto il fine settimana su tutta Italia). Ma questo non ci ha scoraggiato e, siccome, "la fortuna aiuta gli audaci", da questo punto di vista non è andata troppo male.
Arrivo in Albergo (Hotel Tigullio di Santa Margherita), deposito valige e poi via al ritiro pettorali e, quindi, in giro per la cittadina ligure per mangiare qualcosa. Subito dopo, con l'autobus, visita obbligatoria a Portofino

Il tempo regge, ci permette di passeggiare nel parco sopra il golfo, visitare la chiesetta in cima al promontorio e fare da spettatori ad un matrimonio (tacchi alti delle signore che stridevano con l'acciottolato del piazzale tanto è vero che sembravan tutte  a camminar sull'ova).
Ottima cena al ristorante dell'hotel, il fish club, a base di pesce accompagnato da un bianco che andava giù che era un piacere e che ha richiesto, dopo, una bella passeggiata per smaltire.
E arriva il giorno della corsa!
Colazione alle 7,00 e poi vestizione e preparazione per la gara. Sono momenti particolari che riesco a godermi con soddisfazione e che vivo, spesso, con gesti ripetitivi, quasi rituali; dall'attaccare il pettorale alla maglina allo spalmare la vasellina nei punti giusti per evitare il fastidio dello sfregamento.
Durante la notte è piovuto ed i sentieri che dovremo percorrere saranno, senz,altro, sdrucciolevoli e rischiosi.
E' soprattutto di questo che parlano quasi tutti quando arriviamo, verso le 9,00, sulla linea di partenza. Ricomincia una leggera pioggerella e la vetta del monte è completamente nascosta da nubi nere e minacciose.
Partenza subito in salita e che salita!!!!
In 6 km ci ritroviamo da livello 0 a quasi 500 metri slm con tratti quasi verticali.
Per colazione ho esagerato ed ancora non sono riuscito a digerire e sono costretto a rallentare. E' così fino in vetta dove mi sblocco e posso finalmente affrontare la prima discesa come piace a me: a tutta!
Sono queste discese piuttosto tecniche con punti dove il sentiero si trasforma in scalinate mettendo a dura prova quadricipiti e tendini.
Nuova salita, e siamo al decimo chilometro, e questa volta è ancora più verticale della prima riportandoci, in un chilometro, da 220 mslm a 480. Si corre un pò in quota e poi giù a capofitto fino a San Fruttuoso dove sbuchiamo in una piccola spiaggetta sbattuta dalle onde. Da qui non possiamo che risalire e....infatti...ancora su per scalini scavati nel monte con sulla nostra destra, a strapiombo, il mare.
Che bellezza! Vale la pena durar tanta fatica per godere di questi scorci, meravigliosi anche se manca il sole. A dire il vero, ogni tanto, si vede il mare, a tratti, illuminato dai raggi del sole che si spostano come se fossero dei grossi fari.
Ormai siamo intorno ai 20 chilometri; l'asperità dei sentieri si trasforma, a tratti, in corridoi in mezzo agli olivi, pavimentati e ricoperti da foglie e olive schiacciate che rendono il fondo sdrucciolevole come il ghiaccio e che complicano ancor di più il lavoro delle gambe ormai stanche dopo quasi tre ore di corsa.
Ma siamo, ormai, sopra, Santa Margherita. C'è già profumo di traguardo!
Si sbuca sul lungomare, ancora 400/500 metri ed è fatta.
2h 57' 51"  -  209° assoluto su 490 arrivati - 12° di categoria su 32.
Gran bell'avventura da archiviare e da rifare!!!! 

giovedì 4 novembre 2010

DOMENICA - Sentieri di fraternità sul Monte di Portofino

E domenica nuovo trail e, a quanto sembra, piuttosto impegnativo.
Come si può rilevare dal tracciato del percorso, se il meteo non sarà proprio inclemente, potremo godere di passaggi memorabili in mezzo ai boschi che si trovano sopra il golfo del Tigullio (dal video se ne può avere un idea).
L'impegno verrà tutto dai dislivelli che si dovranno superare; da 0 a oltre 450 metri in 4 chilometri vuol dire una bella impennata e poi, all'undicesimo chilometro, un altro muro di 200 metri per poi finire, al 18° chilometro, con un altro strappo di oltre 200 metri. Bella faticaccia!!!!
Speriamo che non piova anche se, ultimamente, tutti gli appuntamenti importanti si sono caratterizzati con acqua a scroscio

Forse quello di domenica non è proprio l'allenamento giusto in previsione della maratona di Firenze; si tratta di due cose completamente diverse, corse che coinvolgono distretti muscolari differenti e un trail non è certo il sistema giusto per abituarsi a mantenere il ritmo  per una maratona.
Ultimamente, infatti, me ne sono accorto sulla mia pelle. Ho svolto diverse gare di resistenza dove l'obbiettivo principe era quello di fare chilometri su terreni piuttosto impervi che spesso obbligavano ad andare di passo e, logicamente, la mia velocità di crociera è diminuita. 
Questa mattina, proprio per riabituarmi un pò al ritmo, ho corso 14 chilometri su un percorso pianeggiante cercando di mantenere la velocità a cui intendo fare la maratona. Che fatica!!!!
Il percorso è quello classico dell'albereta, lungo il percorso dell'Arno. Sono partito in zona pizzeria "orto dei cigni" ed ho attraversato il ponte andando, poi, verso il ponte "Vespucci" che ho attraversato ritornando sulla riva destra del fiume. Da qui sono tornato verso il punto di partenza che ho superato andando verso il Girone. Lì sono entrato in paese per riprendere un sentiero lungo il fiume finchè è stato percorribile. Dopodichè sono tornato indietro. 


Tempo Distanza Tempo Intermedio Camb. di Disliv. FC Med. Max FC
0:05:13 1,00         5:13 5:13                -5                131 (77%) 140 (82%)
0:10:19 2,00         5:06 5:06                +4                  144 (84%) 147 (86%)
0:15:28 3,00         5:08 5:09               +15                  148 (87%) 151 (89%)
0:20:29 4,00         5:01 5:01               -12                149 (88%) 151 (89%)
0:25:38 5,00         5:09 5:09                 -5                152 (90%) 155 (91%)
0:30:47 6,00         5:08 5:09                +8                156 (92%) 158 (93%)
0:35:56 7,00         5:08 5:09                 -5                159 (93%) 164 (96%)
0:41:02 8,00         5:06 5:06                +2                161 (95%) 164 (97%)
0:46:11 9,00         5:09 5:09               +10                164 (96%) 167 (98%)
0:51:21 10,00       5:09 5:09                 -5                165 (97%) 167 (98%)
0:56:18 11,00       4:57 4:57                 +6                165 (97%) 166 (98%)
1:01:24 12,00       5:05 5:06                -14                   166 (97%) 168 (99%)
1:06:15 13,00       4:51 4:51                  -1                   169 (99%) 172 (101%)
1:11:45 14,0        05:30 5:31                -7                   163 (96%) 171 (101%)
1:12:14 14,09       0:28  5:28               -1                   160 (94%) 160 (94%)



Sono riuscito a mantenere un'andatura sui 5,08/5,10 ma come si può vedere, dall'ottavo chilometro in poi, ho fatto fatica a reggere l'andatura. 
Previsioni fosche per la maratona di Firenze. Chissà come andrà!!!

giovedì 28 ottobre 2010

ERA TANTO CHE..............

Sì, era veramente tanto che non facevo, in allenamento, un pò di velocità. La preparazione (mah!) alla otto ore di Capraia, prima, e alla ecomaratona del Chianti, poi, mi hanno appesantito le gambe che, quando spingo, non le sento più girare come dovrebbero e penso proprio che, a forza di macinare chilometri a bassa velocità, si stiano addormentando, abituandosi ad un ritmo più blando del solito e, questo, non va bene.
A parte il "Trail di Portofino" in programma per il prossimo 7 novembre, l'obbiettivo che mi si presenta ora è la maratona di Firenze il 28 novembre, E', questa, una maratona che ho, ormai, corso diverse volte e negli ultimi anni, a parte il 2009, ero sempre riuscito a migliorare, anche se di poco, il mio tempo da podista maturo.
Infatti il mio PB sulla Firenzemarathon è quello fatto nel lontano 1988 (3h 36' 48) poi un lungo silenzio da maratoneta. Ho ripreso nel 2006 e da allora mi sono presentato tutti gli anni allo start in Piazzale Michelangelo. Questi i tempi ottenuti:
- 2006                3h 59' 24"
- 2007                3h 49' 19"
- 2008                3h 40' 42"
- 2009                3h 55' 17" 
La scusa del peggioramento dell'anno scorso fu quella di aver corso la ecomaratona del Chianti e di non aver recuperato.
Quest'anno vedremo!!! Non solo ho rifatto la "eco" ma mi son sorbito, 15 giorni prima, oltre 62 chilometri in quel di Capraia (Che nostalgia!!!!). L'obbiettivo è quello di non peggiorare ulteriormente e, quindi: ripetute!
Questa mattina 5 x 1000 con recupero di 1000 ad andatura non proprio da lumaca. 
Questo è il risultato:

Ora un pò di riposo: da domenica quattro giorni ad Abano Terme; chissà se riuscirò a fare qualche sgambata??

giovedì 21 ottobre 2010

Prossima gara - TRAIL SUI MONTI DI PORTOFINO

Fango! Fango! Fango!....e fango!!! all'ecomaratona del Chianti

foto dello ST  Fede

Si, il protagonista dell'ecomaratona del Chianti corsa domenica 17 ottobre, è stato veramente il fango, ma fango di quello tosto, di creta, che si appiccica alle scarpe e non si stacca, che ti incolla al terreno tutte le volte che provi ad alzare il piede e sembra che la scarpa debba rimaner lì. Non poteva essere altrimenti con il meteo che ha fatto i dispetti nei giorni precedenti la gara, durante la nottata e fino a pochi minuti prima della partenza.
Domenica mattina alle tre mi sono svegliato dal rumore dei tuoni e dalla luce dei lampi che illuminava la camera da letto ed il pensiero è corso alla gara, preoccupandomi di come avrei fatto a correre per 4/5 ore sotto quel diluvio. 
Via, via che, in auto con Duccio, ci avvicinavamo a Castelnuovo vedevamo nuvoloni neri che, minacciosi, si erano addensati proprio in quella zona ma non valevano certo a scoraggiarci come non ci scoraggiava la pioggerella che, insistente, cadeva giù quando siamo arrivati al ritiro pettorali.
Solo pochi minuti prima della partenza la pioggia è cessata e ci darà, poi,  tregua fino a dopo l'arrivo, anzi, ogni tanto, tra le nubi, si faceva spazio anche qualche sprazzo di sole e la temperatura si è, poi, mantenuta ideale per tutta la gara. In definitiva è andata bene!!
Ed è il momento della partenza; ci siamo ritrovati con gli altri amici del nostro gruppo: Silvia, Stefano e Paolo e così....via!
Fin fuori il paese si corre in un corridoio formato da tante persone; parenti, amici, podisti della 18 km in attesa di esser trasferiti al luogo di partenza con i pulman. Tutti lì ad ad incitarci e qualcuno, cercando di non farsi vedere, a scuoter la testa compassionevolmente,  pensando a quello che ci sta aspettando.
Circa un km di asfalto e poi, presa una strada bianca (anzi marrone color fango) si entra in piena campagna senese, nelle famose crete.
Si ha subito l'idea di quello che ci aspetta; viottole dove le pozzanghere si confondono con una poltiglia marrone appiccicosa e scivolosa che ci obbliga a cercare di correre sui lati per trovare un pò d'erba dove le scarpe possono far presa. Non è facile questo esercizio di equilibrio su un terreno tanto scivoloso e la mia prima paura sono i crampi; i miei muscoli sono già stati messi a dura prova 15 giorni prima dalla ott'ore di Capraia e temo che, ora, la loro protesta si trasformi nei fatidici crampi.
foto dello ST fede
Il susseguirsi di paesaggi meravigliosi, però, sembra quasi far sparire la fatica ed in questo aiutano anche le battute che rimbalzano di podista in podista: Paolo e Stefano non si zittiscono un attimo (dopo una trentina di chilometri le cose cambieranno!) e all'inizio gli fa da spalla anche "codino".
Se non fosse per la pesantezza del terreno il percorso, per i primi chilometri, non è particolarmente duro, si tratta infatti di correre in un continuo saliscendi caratteristico del dolce paesaggio collinare senese. Arriviamo a Monteaperti dove, dopo il ristoro, ci inerpichiamo su per una breve ma ripida salita che costeggiare il cippo della famosa battaglia tra Guelfi e Ghibellini ricordata anche da Dante nella Divina Commedia "che fece l'Arbia colorata in rosso"

foto dello ST Fede


Saltando di zolla in zolla si arriva, dopo una scivolosa discesa, a guadare un fiumiciattolo. L'anno scorso era appena un rigagnolo ma quest'anno è bello gonfio ed è impossibile riuscire a guadarlo senza bagnarsi, ma questa è l'ultima cosa che ci preoccupa.
foto dello ST Fede

E via ancora per sentieri di bosco e viottoli di campi dove le vigne la fanno da padrone e dove, vicino ai casali e alle fattorie, si sente odor di mosto.
Non manca neanche una bella scalinata per arrivare al ristoro posto nel giardino di una vecchia villa.
E scorci magnifici da cartolina si susseguono continuamente fino a che non si arriva al piccolo borgo di Villa a Sesta da dove è partita la 18 km; noi ne abbiamo già corsi 24 e ci aspetta ora il dislivello più importante di tutta la corsa, una lunga salita che ci porta, in poco più di 4 chilometri, da 300 a oltre 600 mt.
La camminiamo, piegati sulle ginocchia e nessuno parla più ma si sente, soltanto, il ritmico ansimare di ognuno.
Arrivati in vetta, al 28° chilometro sembra fatta ma ancora ce n'è di strada da percorrere, fango da scansare, vigne da attraversare e poi....  il lungo vialone di cipressi, in leggera salita, che ricordo come un incubo; sembrava non finire mai!!!
Quest'anno me la sono cavata meglio, forse il ricordo era peggiore della realtà, e alternando un pò di corsa a passo svelto sono arrivato in cima, al ristoro, piuttosto bene.
A questo punto è veramente fatta, rimangono una manciata di chilometri ma i minuti scorrono veloci e se vogliamo rimanere sotto le 5 ore non possiamo "baloccarci" troppo.
Duccio mi sollecita perchè comincio a sentire tutta la fatica dei chilometri accumulati, mi sprona ripetendo in maniera spasmodica che dobbiamo farcela entro le 5 ore e.......infatti............
4h  59'  23"
264° assoluto su 511 partenti e 433 arrivati
19° di categoria

giovedì 14 ottobre 2010

in attesa della campagna senese

Preoccupato!

Si, preoccupato|
3 giorni all'Ecomaratona del Chianti e non mi sento per niente a posto. Domenica scorsa attacco di mal di gola e raffreddore che in un paio di giorni pensavo di aver risolto. Il mal di gola e il raffreddore sono passati  ma mi è rimasta, addosso, un pò di  spossatezza e, soprattutto, una "capaccina" fastidiosissima; un fastidio alla fronte, sopra le ciglia che si acuisce tutte le volte che muovo, velocemente, la testa.
 E domenica dovrei correre i 42 km.
A parte questo, fisicamente sono a posto. Nessun dolorino a gambe, tendini e ginocchia a dimostrazione di aver recuperato bene la otto ore di due settimane fa.
Vedremo domani! Ho intenzione di fare un'uscita leggera di corsa per testare la forma e quindi potrò avere un'indicazione più precisa di come mi presenterò alla gara di domenica prossima.

sabato 9 ottobre 2010

martedì 5 ottobre 2010

OTTORE DI CAPRAIA - FATTA!!!!!!!!

Ho lasciato passare qualche giorno prima di buttar giù, per iscritto, le sensazioni e lo svolgimento di questa gara temuta e aspettata con trepidazione.
Non sono un esperto di ultramaratone; al mio attivo ho un Passatore fatto oltre 25 anni fa e 2 Pistoia- Abetone, di cui una vecchia di decenni e l'ultima, corsa da più di 3 anni.
Posso dire, quindi, che si trattava di un'esperienza nuova, oltretutto diversa in quanto il percorso di gara è un circuito di 2.075 metri da ripetere per otto ore si seguito. Duro!!!! con una scalinata, "la via degli scalini", che porta fino al Castello di Capraia (e ti spacca i muscoli) per immetterti su un percorso ad anello, in mezzo agli ulivi, su sterrato ed asfalto fino a che non ritorni in discesa, e che discesa! Talmente ripida che non puoi correrla normalmente e devi frenare con uno sconquasso muscolare pazzesco. Ma è la scalinata la parte più difficile ed è qui che tutti i fotografi si sono trattenuti più a lungo perchè è qui che riuscivano a fare gli scatti più forti, per rendere viva la fatica che ognuno di noi faceva.
Ma veniamo alla cronaca della gara.
Partenza prevista per le 9,30 ma io, come sempre, mi sono presentato al ritiro pettorale già fin dalle otto. C'era già un gruppetto di podisti, quelli arrivati da più lontano (Roma, Bergamo e tante altre parti d'Italia) e via, via, la piazzetta dove era posizionata la base organizzativa, andava riempiendosi. Tanti volti sconosciuti di personaggi che parlavano di imprese pazzesche; la 5 giorni di Francia, il giro del Monte Bianco, la Sparthatlon e per un momento mi sono chiesto se non fossi nel posto sbagliato. Ma è stato solo un momento passato in un attimo e che mi ha lasciato convinto di doverci provare. Fra i tanti anche alcuni amici di Spirito Trail: Rundiamo62, Fede, Nistri , Fabiocujo e subito l'atmosfera si è fatta rilassata e poi... alle 9,30 passate da alcuni minuti, lo sparo e via.... l'avvenutara è cominciata.
Al primo giro  l'entusiasmo è alle stelle caratterizzato dalle mille battute degli atleti all'inizio degli scalini: "forza!! che fate??!! camminate?? Siam venuti per correre!!!
Ma presto si sarebbero ghiacciati! Corricchiare, al primo giro, su per quell'erta non era proibitivo ma c'era da pensare al seguito, ai giri che dovevano ancora venire e così, a metà salita, mi son messo di passo anch'io; poi... il Castello..., la discesa verso il campo di ulivi...., l'ingresso sulla strada asfaltata che dopo un ampio giro, passando davanti al cimitero, riporta verso il Castello per prendere, questa volta a destra, e scendere giù a picco verso il punto di partenza/arrivo.

Bella giornata di sole, abbastanza calda (e l'avremmo sperimentato presto il caldo verso le 2 o le 3 del pomeriggio) e la prima ora è passata piacevolmente impegnato, com'ero, a testare la mia andatura, il fiato che non doveva trasformarsi in fiatone, a rilassare i muscoli che dovevano reggere, speravo, per otto ore, e, cosa molto importante, a pianificare come comportarmi con i rifornimenti.
So bene che spesso viene tutto compromesso per errori fatti con sali, cibo e compagnia bella che si trova al ristoro e quindi dovevo mettere in atto la strategia più adatta.
Avevo letto, scritto da un ultramaratoneta, un articolo dove questi affermava che per le prime quattro ore si limitava ai liquidi cominciando a mangiare dalla quarta ora in poi e, così, decisi di fare anch'io.
Dopo il secondo giro mi sarei rifornito ad ogni passaggio alternando sali minerali ad uno e uno zuccherino (per rifornire i muscoli di glucosio) con un pò di thè a quello successivo e così via.
Dodici rintocchi provenienti dal campanile della chiesa avvertivano che era mezzogiorno; quasi due ore e mezza passate e 12 giri fatti per un totale di oltre 24 chilometri. Ogni giro riuscivo a concluderlo in 12/14 minuti con una regolarità svizzera e devo dire che ero piuttosto soddisfatto. Poi, improvvisamente, arriva la prima crisi: stanchezza e gambe pesanti che, quando arrivavo in cima alla scalinata non volevano intendere di cambiar passo facendomi dubitare di poter andare avanti ancora per molto.
Mille volte, parlando con gli amici, avevo detto e mi era stato detto che quella gara era soprattutto una questione di testa e, quindi, era l'ora di tirar fuori la testa. Non contrastare la crisi, non fare resistenza, mi dicevo, vedrai che passa!
Infatti, dopo una decina di minuti, passato davanti al ristoro e rifocillatomi con un bel bicchiere di Coca Cola, messomi al passo per affrontare la salita, sono arrivato in cima riprendendo a correre senza troppi problemi.
Ce ne sarebbero state altre di crisi simili; alla quarta ora, più o meno e poi dopo sei ore e mezza ma come arrivavano, presto, se ne andavano. Ormai sapevo come trattarle!!
Più il tempo passava e più correvo con il cervello immerso in un mondo a se. Il percorso  non presentava più sorprese, non c'era da stare attenti alle indicazioni e, quindi, potevo lasciare vagare la mente per i fatti suoi ed era piacevolissimo!!
Quattro ore fatte, 18 giri per oltre 36 chilometri e il tempo a giro si manteneva sempre piuttosto buono; tra i 14 e i 17 minuti.
E' dopo la quinta ora che torno a preoccuparmi di non poter arrivare in fondo; improvvisi sento arrivare i crampi alla coscia sinistra. Un cane che mi morde il muscolo. Rallento fino a fermarmi e comincio a stirare il muscolo e a massaggiarlo. Sembra passare e riparto attento a prevenire qualunque nuovo segnale; sarà così fino alla fine; questo dolore, a volte sopito, a volte un pò più forte, a volte sparito come se non esistesse, mi terrà compagnia per il resto della corsa.
Dopo sei ore il tempo a giro è salito a 18/20 minuti ma, intanto, i chilometri fatti son già quasi 50 e mi rendo conto di riuscire, se non ci sono intoppi, a chiudere in maniera dignitosa.
Via, via che passa il tempo, che si avvicinano le otto ore, l'adrenalina sale e sembra sparire anche tutta la fatica, soprattutto quando il campanile batte le quattro e mezza il che vuol dire che si sta per scavallare le sette ore e per entrare negli ultimi 60 minuti di gara.
Poi il primo colpo di pistola, dopo 7 ore e 40 minuti di corsa, che ci porta su un circuito più corto, di poco più di 300 metri dove correre gli ultimi 20 minuti. Non c'è più la salita e, quindi, più pesticciando che correndo, ci si avvia a portare a termine l'impresa.
OTTO ORE = 62,450 chilometri
Partiti in 180 abbiamo concluso le otto ore in 93
42° ASSOLUTO.  


alla prossima...........................................................

mercoledì 29 settembre 2010

Anche Roberto Giordano alla OTTORE di Capraia

Il cabarettista genovese all’ultramaratona toscana in veste di podista e intrattenitore
Mancano ormai pochi giorni alla OTTORE di Capraia e il numero dei partecipanti continua ad aumentare. Sabato 2 ottobre Capraia, comune a pochi chilometri da Firenze, ospiterà l’11a edizione della OTTORE, l’ultramaratona più originale d’talia, se si considerano il tempo (otto ore appunto) e la particolarità del percorso: un circuito di 2.075 metri con una forma a “otto”, un dislivello altimetrico di circa 125 metri ad ogni giro, nonché 120 gradini da fare di corsa.
Gli iscritti:
Ci si avvia verso i 150 iscritti, provenienti da ogni parte d’Italia: Piemonte, Lombardia, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Puglia. E se il campione uscente dello scorso anno, il piemontese dell’Atletica Venaria Giuseppe Favarò, ha dato forfait per problemi fisici, non mancheranno campionissimi come l’azzurro 35enne della Dragonero Paolo Rovera che, nel mondiale di 24 ore di Brive-la-Gaillarde (Francia), ha superato se stesso percorrendo la distanza di 242,863 km e giungendo 19° assoluto e 4° degli italiani.

Roberto Giordano da Zelig a Capraia

“Ho sempre adorato correre in libertà, senza orologi che controllano se ho corso quel chilometro in quattro o cinque minuti, senza giri di pista per vedere se vado più forte di ieri. Ho sempre corso in modo "naif" perchè mi piace correre, correre mi libera di tutti i miei pensieri ed anche quelli che rimangono in testa li vedo in maniera positiva mentre corro. Ho corso nel deserto...continua a leggere lìcliccando sul link

OTTORE DI CAPRAIA FIORENTINA:  http://www.denisequintieri.blogspo.com/   andando sul forum

martedì 28 settembre 2010

lunedì 27 settembre 2010

Quarrata, sabato prossimo al di la del Montalbano



Si, sabato prossimo, sarò al di là del Montalbano per correre la otto ore a Capraia.
Intanto ho fatto questa bella gara su per le strade sopra Quarrata passando da piccoli borghi caratteristici.
Giornata splendida con un bel sole ed una temperatura non eccessivamente calda. Gara bel organizzata con una forte partecipazione nonostante il "corri la vita" di Firenze e diverse altre competizioni nei dintorni. Eravamo io e Giuseppe e, devo dire, siamo andati piuttosto forte; la media di 12km/h, tenuta per 16 km, su un percorso molto impegnativo con salite     belle dure e, una volta in quota, continui saliscendi, hanno messo a dura prova le gambe che invece dovrei conservare come nella bambagia per la prova di sabato prossimo. 
Sabato!!!!
Son tornato a vedere le previsioni e sono abbastanza sconfortanti:
al mattino fortemente nuvoloso e, al pomeriggio, probabili temporali (al 49%).
Speriamo che ci siano ulteriori cambiamenti!!!!
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PROGRAMMA GARE ANNO 2012

  • 1/2/3 giu 2012 - Tour dei laghi - gare a tappe OK
  • 10 giu 2012 - TRAIL di FONTESANTA - organizzazione - OK alla grande
  • 15 lug 2012 - Sky Race Alpi Apuane - Km 24 OK alla grande
  • 28 ott. 12 Chainti Trail - 18 km
  • 04 nov. 12 - l'eroica running - km.43