la corsa verso il cielo delle Apuane

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martedì 8 giugno 2010

T.A. del Malandrino......2a puntata

Eravamo rimasti.......sullo Iavello.
E da lassù lo sguardo spazia su tutta la vallata ed è meraviglioso!




In primo piano il sentiero percorso per arrivare in vetta.
Ripartiamo ed  è tutto un susseguirsi di sentieri immersi nel bosco, lontani dal mondo quotidiano; un gruppetto di trailers (ma chi sono costoro?) che sale ansimando , che scende canaloni scoscesi balzando da un sasso all'altro come tanti stambecchi che si bea di quella fatica che anzichè pesare ed abbattere rigenera ad ogni passo che vien fatto.
Ed ecco che alla fine di una lunga discesa fatta come se stessimo volando, dopo aver superato i mille metri di quota, intorno al 21° chilometri, arriviamo ad una sorgente che anticipa il luculliano ristoro dei Malandrini.



La torta fatta dalla mamma del Kappa è andata a ruba e qualcuno, dimentico forse dei chilometri ancora  da fare se ne mangia quattro belle fette. Addirittura c'era anche la birra ad accontentare i più esigenti.
Ma la fine della tappa è ancora lontana. Chissà perchè mi ero convinto che mancassero poco più di una decina di chilometri ma presto, il Kappa, mi  riporta alla realtà; ce ne sono circa 18 da fare e dobbiamo salire fin sopra i 1100 metri slm per poi ritrovare un pò di strada a favore fatta da saliscendi che ci porteranno sui 700 metri di Pracchia; il mio traguardo.



Ma prima di arrivare c'è ancora una sosta; stavolta è un ristorante ma non per mangiare ma per bere un bel bicchiere di Coca-Cola fresca e togliere qualche zecca dalle gambe di Robyciao.



E dopo il brivido di un passaggio scoperto

siamo finalmente a Pracchia.
Una giornata magnifica, un gruppo di nuovi amici simpatici, un'esperienza che ricorderò sempre con piacere e che, spero, di poter rivivere l'anno prossimo su tutto il percorso fino all'Abetone in occasione del 1° TRAIL del MALANDRINO

lunedì 7 giugno 2010

Sabato 05 giugno - T.A. del Malandrino




Sabato, ore 7,45, in anticipo sull'appuntamento fissato con il Gaggio sul forum di Spirito Trail, sono davanti alla stazione centrale di Prato. Nei giardini, sotto gli alberi e riparati da delle piante, alcuni clochard stanno ancora dormendo e la piazza è abbastanza deserta; alcuni viaggiatori  fermi ad aspettare il taxi, qualche extracomunitario fermo alla fermata del bus e, sulla destra della stazione, un capannello di autisti di autobus che discutono animamente.
Chiamo il Gaggio al cellulare per avere conferma che qualcuno venga a prendermi per portarmi al parco di Galceti e mi dice che ci ritroveremo tutti lì in piazza stazione. E infatti, alla spicciolata, arrivano strani personaggi che stonano, come me, nell'ambiente descritto prima; pantaloncini, maglietta colorata, zainetto sulle spalle e, qualcuno, bastoncini da montagna. Uno degli abitanti dei giardini, svegliatosi ma ancora assonnato, si siede su una panchina e, grattandosi la testa, guarda meravigliato questi strani personaggi. Con qualcuno già ci si conosce tramite il forum e vedo, quindi, Ruperzio, arrivato da Bologna con altri 4 amici, Maxrusso dall'Elba, Nuvola e Robiciao dal profondo nord ecc. Anagraficamente ero quello fuori quota ma non mi sono lasciato intimorire dalla differenza di anni; quello che ha cominciato a preoccuparmi è stato quando ho cominciato a sentir parlare quello che aveva fatto la marathon des sables, la Robiciao che si è macinata tutta la Abbot's in un'unica tappa, chi aveva corso la TCE, qualcun altro che era li per fare la rifinitura in preparazione della LUT, ed io??? Un "passatore" fatto 20 anni fa e la Pistoia Abetone corsa nel 2008. Ma ho fatto l'indifferente sperando, in cuor mio, di riuscire a reggere il passo di quei "marziani".
Arrivato Gaggio saliamo sui mezzi e via, verso Galceti dove ci sono gli altri malandrini che ci aspettano.
Kappadocio e Rundiamo sono indaffarati con pettorali "SIAMO TUTTI N. 1" e striscione di partenza.

Foto di rito e via verso questa nuova avventura! Un tratto di asfalto (che ci ha dato l'opportunità di meleggiare il Kappadocio: "ma cos'è? la maratona di Firenze con tutto 'sto asfalto?) e poi su, attraverso sentieri di bosco, verso la vetta dello Iavello.


In poco più di 5 chilometri, partendo da una quota di circa 80 mt. abbiamo raggiunto la vetta dello Iavello (oltre 500 mt.) con l'ultimo tratto, ripido come una parete di roccia, completamente sotto il sole.


Fine 1a puntata!! ................Continua...................a presto

martedì 20 aprile 2010

PREPARAZIONE ABBOT'S - Trail in Fontesanta 17 aprile 2010

Questa è l'altimetria del percorso odierno e che corrisponde al Trail del 13 giugno prossimo. Da notare che non sono segnati i km. ma il tempo di corsa. Il chilometraggio totale è stato di oltre 17 chilometri.


Appuntamento alle 13,00 in "zona trippaio" all'Antella con Silvia, Maurizio e Duccio e via, in auto per Fontesanta; il tempo non era un granchè ma l'entusiasmo per una bella corsa nei boschi  era alle stelle.
Siamo partiti dal rifugio e siamo scesi giù verso San Donato; sono circa 2 km di discesa e qui è il punto dove, il giorno della gara, il gruppo dei podisti potrà sgranarsi per poi affrontare i sentieri senza troppa calca anche se, per questo, ci sono altri 2 km dove si corre in quota, con alcuni saliscendi spezzagambe, su una strada bianca abbastanza larga.

Qui abbiamo appena lasciato il ceppo dei partigiani di Montisoni ed una foto, con il panorama di Firenze distesa nella vallata era d'obbligo.

A questo punto siamo scesi a 375 mt slm e inizia la salita che, con fasi alterne, ci dovrà riportare oltre quota del rifugio da cui siamo partiti. Si corre su viottole in mezzo al bosco con, sulla destra, un'ampia vista sull'Antella e tutta la vallata dell'Arno con Firenze distesa sulle sue rive.





In meno di due chilometri si torna oltre i 500 mt per poi proseguire, in quota, con continui saliscendi.
All'ottavo chilometro torniamo sulla "vecchia maremmana"; la strada che in antichità era percorsa dai pastori durante la transumanza per andare dal vald'arno alla maremma. E' in questo punto che si trova "il sasso scritto", un enorme pietra dove  ci sono scolpiti dei segni che, sembra, rappresentino una scritta etrusca.
Noi continuiamo la nostra corsa; passiamo davanti ad una villa (Batino???) salutati dall'abbaiare di due enormi cani lupo, per fortuna chiusi nel giardino, al di la della rete.
Si tratta ora di salire fino alla "casa al monte", per un tratto ghiaioso, sconnesso e bello ripido. Siamo intorno all'undicesimo chilometro, dopo quasi un'ora e venti di corsa e le gambe cominciano ad accusare la fatica. Arrivati in cima al viottolone di Casa al Monte tiriamo il fiato e qualcuno, vedi Duccio, si concede anche la pausa cellulare.

Siamo, ora, oltre i 600 mt, l'aria è fresca e sento il sudore che comincia a ghiacciarmisi addosso.
Non resta che continuare e buttarsi giù per il sentiero verso "casa Monaca"; un budello scavato dall'acqua in mezzo al bosco fatto di argilla e grossi sassi che lo rendono tecnico al massimo. Questo è un punto dove fare particolare attenzione; la stanchezza e la difficoltà della discesa possono creare qualche problema.
Sono poco meno di due chilometri e la velocità, pur essendo in discesa, non è elevata perchè c'è da saltare da una parte all'altra del sentiero per non entrare nei solchi provocati dalle moto da cross che, disgraziatamente, girano anche da queste parti, quando poi non si deve saltare da un masso all'altro come stambecchi.
In fondo alla discesa ci ricongiungiamo con Duccio che si era attardato a telefonare ed ora affrontiamo la parte più ripida di tutto il percorso; in meno di due chilometri saliamo da 410 metri ad oltre 660 tutti su un sentiero di foglie in mezzo al bosco.



E' quando siamo quasi in vetta che sentiamo un gran fruscio alla nostra destra accompagnato da strani rumori e, dal bosco, sbuca una famigliola di cinghiali; babbo, mamma e tre figlioletti che, a piccolo trotto ci attraversano la strada senza nemmeno considerarci e spariscono nel folto alla nostra sinistra. Per un attimo ci siamo "ghiacciati" dalla paura ma poi la meraviglia e l'entusiasmo per una simili visione hanno preso il sopravvento. A parte qualcuno che ha continuato a salire armato..............





Adesso è quasi fatta; si corre in quota con alcuni saliscendi che ci portano fino ai ripetitori di Poggio Firenze e, da lì, con un sentiero tecnico ma corribile, si scende al pratone e poi al rifugio.

Siamo stanchi ma soddisfatti e ci godiamo la bevuta alla "fonte di Fontesanta" prima di cambiarci e tornare verso casa.





Ecco il giro riportato su Google earth

lunedì 18 gennaio 2010

Nei boschi per un TA che potebbe diventare 1° Trail di Fontesanta




Ore 8,30, ritrovo a Ponte a Niccheri per il giro programmato in Fontesanta. All'arrivo piacevole sorpresa, si sono aggiunti anche 3 amici del gruppo podistico il Ponte di Scandicci e, quindi, siamo in 14.
Il tempo non è dei migliori, piovigginoso e freddo ma l'atmosfera é riscaldata dall'entusiasmo che sembra animare tutti all'idea di correre in mezzo al bosco su sentieri per lo più sconosciuti ai più. Alla vista di Graziano mi rincuoro, esperto dei nostri boschi con lui non ci perderemo......ultime parole famose!!!!!
Alle 9,00 siamo a S. Donato ma troviamo il primo intoppo; durante la notte ha fatto un pò di neve e non riusciamo a salire con le auto. Parcheggiamo alla fine della strada asfaltata e diamo inizio alla nostra avventura.
Cominciare subito con una ripida salita di oltre un chilometro e mezzo non è il massimo ma un pò corricchiando, un pò camminando arriviamo alla "casina" da dove avrebbe dovuto iniziare il giro.
Imbocchiamo la maremmana ed è uno spettacolo; i colori autunnali dei castagni inframezzati dalla neve caduta e poi ghiacciata, il sentiero bianco ma non scivoloso, la nebbiolina che rende tutto un pò sfumato, creano sensazioni particolari che ritrovo, fermandomi ogni tanto a fotografarli, sul sorriso stampato sul volto dei miei amici.
Il percorso adesso è facile e qualcuno si preoccupa perchè sa che quanto scenderemo dovremo poi risalire e con gli interessi.
Arriviamo velocemente alla chiesa di Panzalla e continuiamo a scendere verso S.Polo e poi la fattoria della "Novella".
Attraverso sentieri coperti da tappetti giallo-marroni di foglie, guadando un torrente e costeggiando distese di campi dove la fanno da padrona ordinati filari di viti, aggiriamo monte Ceceri e, qui......, ci doveva essere un sentiero che ora non c'è più!
Mi impensierisco perchè vedo Graziano titubante e non posso fare a meno di chiedergli: "lo sai dove siamo, vero!?!?"
Mi tranquillizza, il sentiero ci doveva permettere di attraversare un poggio ma ora è completamente ostruito dai rovi per cui dobbiamo aggirarlo e poi salire verso "Monte Muro".
Allungare 2/3 km. su questi saliscendi non è cosa da poco, anche perchè, qualcuno comincia a dare segni di stanchezza. Sono quasi due ore che corriamo, i posti non sono familiari e farsi prendere dallo sconforto è abbastanza semplice.
Con Graziano distribuiamo un pò di barrette e cioccolata e su verso la cima di Monte Muro.
Si sale con fatica, c'è chi accusa un pò di freddo e chi, come Valdemaro,  chiede, speranzoso, se è l'ultima salita.
Finalmente, dopo una curva, si intravedono le strutture di Panzalla, siamo partiti da oltre due ore e mezza ma ci rincuoriamo; qui i sentieri sono conosciuti e si comincia a respirare aria di casa. Ci sono soltanto quei 5/600 metri di ripida salita che costringono quasi tutti a camminare. C'è, disgraziatamente, anche un cartello che indica "S. Donato 1h di cammino" e qualcuno si preoccupa ma noi, una volta in cima a Poggio Firenze, non passeremo dalla casina ma scenderemo, attraverso "il Fico" direttamente alle auto.
Chiudiamo in 3h e 15' dopo 23,500 km e un dislivello positivo di oltre 1.500 mt.
Abbiamo fango dappertutto, siamo stanchi ma, a parte qualcuno che non si era preparato psicologicamente al giro, tutti mi sembrano contenti e soddisfatti. Io lo sono, ho corso, camminato per km. in mezzo alla natura calpestando orme di animali selvatici e riempiendomi gli occhi di scenari e colori (anche sotto il nevischio e la pioggerella ghiacciata) che, certo, non si trovano durante la solita garetta domenicale.

sabato 16 gennaio 2010

Il GP Frat.Pop.Grassina organizza il primo TA


Ieri sera abbiamo deciso! Domenica mattina, in Fontesanta correremo su sentieri in mezzo ai boschi alla ricerca di un percorso che potrebbe diventare una prossima gara TRAIL. L'edizione zero pensiamo di programmarla per il mese di giugno quando la stagione è calda e passare una giornata all'aperto in quota non può che essere piacevole.
Quindi, domani mattina, ci ritroveremo in una decina per testare un percorso che dovrebbe, partendo dalla casina di Fontesanta, andare verso S.Polo, Montemuro e tornare verso la casina salendo e scendendo Poggio Firenze.
Chiassà come andrà?
Il gruppo è abbastanza variegato ma l'intento è quello di andare alla velocità del più lento per correre tutti assieme.
Vedremo!!!!

PROGRAMMA GARE ANNO 2012

  • 1/2/3 giu 2012 - Tour dei laghi - gare a tappe OK
  • 10 giu 2012 - TRAIL di FONTESANTA - organizzazione - OK alla grande
  • 15 lug 2012 - Sky Race Alpi Apuane - Km 24 OK alla grande
  • 28 ott. 12 Chainti Trail - 18 km
  • 04 nov. 12 - l'eroica running - km.43