la corsa verso il cielo delle Apuane

la corsa verso il cielo delle Apuane
Visualizzazione post con etichetta Gare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gare. Mostra tutti i post

mercoledì 23 maggio 2012

20 maggio 2012 - MARNIATRAIL - gara trail di 28 km


Questa foto mostra in pieno lo sforzo fisico fatto per portare a termine questo trail; 28 km. interamente su sentieri e strade bianche con 4 salite di cui quella successiva sempre più dura della precedente.
Probabilmente la causa è da ricercare nella non perfetta preparazione con cui l'ho affrontata, non facevo un lungo dalla maratona di Firenze dello scorso novembre,  fatto sta che le oltre 3 ore che mi ci sono volute per completare la gara con i suoi 730 metri di dislivello positivo, le ho sentite tutte. Non ho usato di proposito la parola "le ho sofferte.." perchè, nonostante la fatica, è stato un bel correre. Oltre allo sfilare, dopo un paio di chilometri, sotto la maestosità del castello di Sammezzano gli scenari che mi hanno riempito gli occhi sono stati molteplici con il paesaggio che variava continuamente; ripide discese in canaloni dissestati, percorsi in single treck in mezzo al bosco, strade di campagna con passaggio nei cortili di splendide ville, alternarsi di saliscendi su viottole d'erba appena tagliata e poi l'ultima, tremenda salita di circa 400 metri che m'ha, di fatto, ingessato i polpacci.
L'arrivo, poi, è stato coronato dall'incitamento di mio nipote che appena ma visto arrivare ha cominciato a sbracciarsi ed a corrermi a fianco salvo poi fermarsi, improvvisamente intimidito, all'approssimarsi del traguardo.
Una bella gara, ben gestita, con un ottimo terzo tempo; senz'altro da rimettere in calendario.

lunedì 25 luglio 2011

16 luglio 2011 - Ecomaratona di Pietramarina

Devo dire che, inizialmente, l'avevo presa sottogamba questa maratona; una ecomaratona a giri di circa 5 chilometri l'uno non mi entusiasmava un gran che! ...e poi dalle parti di Carmignano, in un parco archeologico; chissà che noia! Ma l'amico Samuel era riuscito a convincermi e, così, insieme ad altri amici del mio gruppo podistico mi sono ritrovato alla partenza. Già l'inizio prometteva bene; il ritrovo era ben fuori Carmignano, nel cuore del Montalbano, ad oltre 400 metri di altezza e l'aria che si respirava era quella tipica dei "trail"; tanti amici che si ritrovano per correre insieme nella natura.
Ed è stato veramente bello!
Gli sforzi di Samuel, che era il punto di riferimento dell'organizzazione, hanno ottenuto ottimi risultati; dalla risposta ad ogni richiesta di ognuno di noi, al ristoro sempre ben fornito (ottimo quel sugo alla pecora!) e all'assistenza prestata.
Devo dire che mi hanno fatto particolarmente piacere gli incitamenti di alcune signore (penso dell'organizzazione) poste all'imbocco del single track che si trova nel pratone del ristorante, che sin dal primo giro avevano parole di incoraggiamento per tutti gli atleti e che, via via che passavo di lì, modificavano postura e abbigliamento. inizialmente baldanzose battevano le mani e fotografavano, alla fine, stanche anche loro, continuavano con "i bravo", "forza dai" da sedute e infagottate in felpe pesanti a causa dell'abbassamento della temperature ma che son rimaste li, imperterrite, fino a notte fonda.
E quei 9 giri che poteva esser noioso ripetere continuamente noiosi non lo sono stati affatto. Un panorama mozzafiato sulla piana del Valdarno, angoli di bosco particolari, tratti in single track piacevoli, salite mozzafiato che, giro dopo giro, assumevano aspetti diversi con il cambiare della luce per arrivare ad essere unici in quell'ultimo giro dove il buio era assoluto ed avevo, davanti a me, solo il cerchio luminoso della mia torcia.
Che altro dire? Una nuova gemma da aggiungere alla mia collezione e da ricordare con piacere in attesa di poterla rivivere l'anno prossimo.

martedì 1 febbraio 2011

LA RONDA GHIBELLINA

Dopo un'avventura di oltre 3h e 23', 27 km. percorsi sotto la pioggia, a tratti sotto la neve, con un freddo cane, dopo aver guadato due torrenti dove l'acqua arrivava sino alle cosce (son basso, un altro pò e mi toccava nuotare) e per non farsi mancar niente un bel tratto in mezzo ad un campo arato con fossato da saltare finale, l'espressione della faccia non mi sembra eccessivamente tremenda.
Eh si! La Ronda è stata una bella avventura, un trail veramente tosto e questo, indipendentemente dalle pecche che ci sono state nell'organizzazione. Pecche che, come ho detto anche nel forum di spirito trail, sono dovute essenzialmente all'inesperienza e che ci possono stare nella prima edizione (solo sulla sicurezza bisognava, sin da subito,  porre più attenzione) e che serviranno a Gasolio (uno degli organizzatori) per far meglio l'anno prossimo.
Un trail tosto, dicevo, che ha messo a dura prova i partecipanti soprattutto quelli un pò più sporvveduti che l'avevan preso sottogamba.

Dislivelli positivi importanti, forse non i 1400 dichiarati dall'organizzazione ma, se il mio GARMIN non ha sbagliato, dovrebbero essere poco più di 1.100 D+. Comunque tosti a partire dall'inizio quando, dopo poco meno di due chilometri siamo entrati nel bosco e abbiamo cominciato ad arrampicarci (letteralmente) sino al 6° chilometro. Da lì non era certo finita ma il tratto di salita peggiore era fatto anche se la salita e, soprattutto il fango scivoloso (nel tratto di bosco), la pozze d'acqua larghe tutto il sentiero dove qualcuno c'è finito dentro, ci hanno messo a dura prova.
Fino al 15° è stao così; salite alternate a ripide discese finch'è non è arrivata la vera lunga discesa che ci ha portato fin quasi al livello di partenza. Nuova salitella con relativa discesa e poi 5 chilometri di pianura compreso il guado dei torrenti e il fango finale del campo arato.
Bilancio finale più che positivo sia per i sentieri percorsi, sia per la fatica fatta sia per l'andatura che sono riuscito a tenere.
Alla prossima

lunedì 10 gennaio 2011

2011 - E' saltato il Poggiolo ma c'è....l'invernale di Palastreto

Effettivamente siamo lontani mille miglia e le due corse, il Poggiolo e l'invernale di Palastreto, non sono assolutamente paragonabili. Più di mille podisti "stradaioli" alla prima, poco più di un centinaio di "pazzi trailers" alla seconda, tanto asfalto e pochi sentieri nella prima, quasi niente asfalto e tanto bosco, tanti sentieri, tanto fango, tanti panorami mozzafiato nella seconda, una pazza corsa veloce con il cronometro sempre sotto controllo  la prima, una lunga cavalcata immerso nella natura la seconda. 
Quanta nostalgia nel leggere il resoconto del "Poggiolo" sui blog dei vari "spiriti trail" dal Gaggio a Ruperzio, nel vedere le foto di luoghi attraversati per la prima volta l'anno scorso e dove avrei voluto tornare anche quest'anno, panorami magnifici dove le creste dei monti emergevano dai laghi di nebbia che coprivano le vallate!
Ma tant'è! Il polpaccio infortunatosi a novembre non lo sentivo ancora del tutto a posto per affrontare una prova simile e, quindi, ho ripiegato sulla garetta settimanale che poi, tanto garetta non è. Percorso molto nervoso, con saliscendi continui che mettono a dura prova le gambe se uno intende "spingere"e dove, ad esser sincero, ho speso tante energie per cercare di star dietro al rivale di turno.
Comunque un'altra domenica di corsa, un altro mattoncino che va a d aggiungersi a tanti altri nella iniziata preparazione per l'obbiettivo 2011: 
IL PASSATORE.

mercoledì 29 dicembre 2010

L'ECOMEZZA DI PIENZA CI HA REGALATO UNA SPLENDIDA MATTINATA

Il meteo era abbastanza preoccupante; era previsto freddo e neve e già in auto, mentre ci avvicinavamo a Pienza, i nostri accompagnatori erano preoccupati di come trascorrere la mattinata in attesa del nostro arrivo (l'anno scorso passarono molto di quel tempo all'interno di un bar).
A dispetto di ogni fosca previsione, invece, la mattinata è stata magnifica; fredda sì ma con un bel sole che, soprattutto sottovento, rendeva la temperatura piacevolissima.
Eravamo un bel gruppetto e ci eravamo premuniti di prenotare, per il terzo tempo, il pranzo in ristorante (tanto per cambiare!!!).
Pienza ci ha accolto con la sua caratteristica piazzetta (punto di ritrovo e partenza/arrivo) che, anche quest'anno, aveva, al suo centro, un bel "ceppo" di legno che scoppiettava con accanto podisti infreddoliti a riscaldarsi. Nel pomeriggio, parlando con alcuni abitanti di Pienza (come si chiamano?? ...pienzesi?...pienzini??...boh!) abbiamo appreso che sia la vigilia di Natale che l'ultimo giorno dell'anno, innalzano una pila di legna alta 1,5 mt la incendiano e la lasciano bruciare, senza alimentarla, fino al suo completo esaurimento.
Ma veniamo alla corsa! Buona partecipazione considerando il giorno dopo Natale (circa 350 partecipanti) e alle 9,30 via per le campagne della vald'orcia.
Per i primi 4/5 chilometri ho cercato di tenere il passo dell'amico Giuseppe ma poi, sentendo il polpaccio destro (quello dell'infortunio) indurirsi e mandare strani segnali, ho preferito rallentare continuando con un passo più rilassato che mi ha permesso di godermi panorami affascinanti. In alcune salite ho anche alternato la corsa al passo fermandomi rigorosamente ad ogni ristoro.
Ho chiuso in 2 ore e 3 minuti, come l'anno scorso; contento perchè le gambe, compreso il polpaccio, nonostante tutto hanno retto bene. 
Sto pensando, però, di evitare il Poggiolo per non rischiare di fermarmi nuovamente; devo continuare in maniera guardinga fino a che non sarò completamente a posto.

giovedì 21 ottobre 2010

Fango! Fango! Fango!....e fango!!! all'ecomaratona del Chianti

foto dello ST  Fede

Si, il protagonista dell'ecomaratona del Chianti corsa domenica 17 ottobre, è stato veramente il fango, ma fango di quello tosto, di creta, che si appiccica alle scarpe e non si stacca, che ti incolla al terreno tutte le volte che provi ad alzare il piede e sembra che la scarpa debba rimaner lì. Non poteva essere altrimenti con il meteo che ha fatto i dispetti nei giorni precedenti la gara, durante la nottata e fino a pochi minuti prima della partenza.
Domenica mattina alle tre mi sono svegliato dal rumore dei tuoni e dalla luce dei lampi che illuminava la camera da letto ed il pensiero è corso alla gara, preoccupandomi di come avrei fatto a correre per 4/5 ore sotto quel diluvio. 
Via, via che, in auto con Duccio, ci avvicinavamo a Castelnuovo vedevamo nuvoloni neri che, minacciosi, si erano addensati proprio in quella zona ma non valevano certo a scoraggiarci come non ci scoraggiava la pioggerella che, insistente, cadeva giù quando siamo arrivati al ritiro pettorali.
Solo pochi minuti prima della partenza la pioggia è cessata e ci darà, poi,  tregua fino a dopo l'arrivo, anzi, ogni tanto, tra le nubi, si faceva spazio anche qualche sprazzo di sole e la temperatura si è, poi, mantenuta ideale per tutta la gara. In definitiva è andata bene!!
Ed è il momento della partenza; ci siamo ritrovati con gli altri amici del nostro gruppo: Silvia, Stefano e Paolo e così....via!
Fin fuori il paese si corre in un corridoio formato da tante persone; parenti, amici, podisti della 18 km in attesa di esser trasferiti al luogo di partenza con i pulman. Tutti lì ad ad incitarci e qualcuno, cercando di non farsi vedere, a scuoter la testa compassionevolmente,  pensando a quello che ci sta aspettando.
Circa un km di asfalto e poi, presa una strada bianca (anzi marrone color fango) si entra in piena campagna senese, nelle famose crete.
Si ha subito l'idea di quello che ci aspetta; viottole dove le pozzanghere si confondono con una poltiglia marrone appiccicosa e scivolosa che ci obbliga a cercare di correre sui lati per trovare un pò d'erba dove le scarpe possono far presa. Non è facile questo esercizio di equilibrio su un terreno tanto scivoloso e la mia prima paura sono i crampi; i miei muscoli sono già stati messi a dura prova 15 giorni prima dalla ott'ore di Capraia e temo che, ora, la loro protesta si trasformi nei fatidici crampi.
foto dello ST fede
Il susseguirsi di paesaggi meravigliosi, però, sembra quasi far sparire la fatica ed in questo aiutano anche le battute che rimbalzano di podista in podista: Paolo e Stefano non si zittiscono un attimo (dopo una trentina di chilometri le cose cambieranno!) e all'inizio gli fa da spalla anche "codino".
Se non fosse per la pesantezza del terreno il percorso, per i primi chilometri, non è particolarmente duro, si tratta infatti di correre in un continuo saliscendi caratteristico del dolce paesaggio collinare senese. Arriviamo a Monteaperti dove, dopo il ristoro, ci inerpichiamo su per una breve ma ripida salita che costeggiare il cippo della famosa battaglia tra Guelfi e Ghibellini ricordata anche da Dante nella Divina Commedia "che fece l'Arbia colorata in rosso"

foto dello ST Fede


Saltando di zolla in zolla si arriva, dopo una scivolosa discesa, a guadare un fiumiciattolo. L'anno scorso era appena un rigagnolo ma quest'anno è bello gonfio ed è impossibile riuscire a guadarlo senza bagnarsi, ma questa è l'ultima cosa che ci preoccupa.
foto dello ST Fede

E via ancora per sentieri di bosco e viottoli di campi dove le vigne la fanno da padrone e dove, vicino ai casali e alle fattorie, si sente odor di mosto.
Non manca neanche una bella scalinata per arrivare al ristoro posto nel giardino di una vecchia villa.
E scorci magnifici da cartolina si susseguono continuamente fino a che non si arriva al piccolo borgo di Villa a Sesta da dove è partita la 18 km; noi ne abbiamo già corsi 24 e ci aspetta ora il dislivello più importante di tutta la corsa, una lunga salita che ci porta, in poco più di 4 chilometri, da 300 a oltre 600 mt.
La camminiamo, piegati sulle ginocchia e nessuno parla più ma si sente, soltanto, il ritmico ansimare di ognuno.
Arrivati in vetta, al 28° chilometro sembra fatta ma ancora ce n'è di strada da percorrere, fango da scansare, vigne da attraversare e poi....  il lungo vialone di cipressi, in leggera salita, che ricordo come un incubo; sembrava non finire mai!!!
Quest'anno me la sono cavata meglio, forse il ricordo era peggiore della realtà, e alternando un pò di corsa a passo svelto sono arrivato in cima, al ristoro, piuttosto bene.
A questo punto è veramente fatta, rimangono una manciata di chilometri ma i minuti scorrono veloci e se vogliamo rimanere sotto le 5 ore non possiamo "baloccarci" troppo.
Duccio mi sollecita perchè comincio a sentire tutta la fatica dei chilometri accumulati, mi sprona ripetendo in maniera spasmodica che dobbiamo farcela entro le 5 ore e.......infatti............
4h  59'  23"
264° assoluto su 511 partenti e 433 arrivati
19° di categoria

martedì 5 ottobre 2010

OTTORE DI CAPRAIA - FATTA!!!!!!!!

Ho lasciato passare qualche giorno prima di buttar giù, per iscritto, le sensazioni e lo svolgimento di questa gara temuta e aspettata con trepidazione.
Non sono un esperto di ultramaratone; al mio attivo ho un Passatore fatto oltre 25 anni fa e 2 Pistoia- Abetone, di cui una vecchia di decenni e l'ultima, corsa da più di 3 anni.
Posso dire, quindi, che si trattava di un'esperienza nuova, oltretutto diversa in quanto il percorso di gara è un circuito di 2.075 metri da ripetere per otto ore si seguito. Duro!!!! con una scalinata, "la via degli scalini", che porta fino al Castello di Capraia (e ti spacca i muscoli) per immetterti su un percorso ad anello, in mezzo agli ulivi, su sterrato ed asfalto fino a che non ritorni in discesa, e che discesa! Talmente ripida che non puoi correrla normalmente e devi frenare con uno sconquasso muscolare pazzesco. Ma è la scalinata la parte più difficile ed è qui che tutti i fotografi si sono trattenuti più a lungo perchè è qui che riuscivano a fare gli scatti più forti, per rendere viva la fatica che ognuno di noi faceva.
Ma veniamo alla cronaca della gara.
Partenza prevista per le 9,30 ma io, come sempre, mi sono presentato al ritiro pettorale già fin dalle otto. C'era già un gruppetto di podisti, quelli arrivati da più lontano (Roma, Bergamo e tante altre parti d'Italia) e via, via, la piazzetta dove era posizionata la base organizzativa, andava riempiendosi. Tanti volti sconosciuti di personaggi che parlavano di imprese pazzesche; la 5 giorni di Francia, il giro del Monte Bianco, la Sparthatlon e per un momento mi sono chiesto se non fossi nel posto sbagliato. Ma è stato solo un momento passato in un attimo e che mi ha lasciato convinto di doverci provare. Fra i tanti anche alcuni amici di Spirito Trail: Rundiamo62, Fede, Nistri , Fabiocujo e subito l'atmosfera si è fatta rilassata e poi... alle 9,30 passate da alcuni minuti, lo sparo e via.... l'avvenutara è cominciata.
Al primo giro  l'entusiasmo è alle stelle caratterizzato dalle mille battute degli atleti all'inizio degli scalini: "forza!! che fate??!! camminate?? Siam venuti per correre!!!
Ma presto si sarebbero ghiacciati! Corricchiare, al primo giro, su per quell'erta non era proibitivo ma c'era da pensare al seguito, ai giri che dovevano ancora venire e così, a metà salita, mi son messo di passo anch'io; poi... il Castello..., la discesa verso il campo di ulivi...., l'ingresso sulla strada asfaltata che dopo un ampio giro, passando davanti al cimitero, riporta verso il Castello per prendere, questa volta a destra, e scendere giù a picco verso il punto di partenza/arrivo.

Bella giornata di sole, abbastanza calda (e l'avremmo sperimentato presto il caldo verso le 2 o le 3 del pomeriggio) e la prima ora è passata piacevolmente impegnato, com'ero, a testare la mia andatura, il fiato che non doveva trasformarsi in fiatone, a rilassare i muscoli che dovevano reggere, speravo, per otto ore, e, cosa molto importante, a pianificare come comportarmi con i rifornimenti.
So bene che spesso viene tutto compromesso per errori fatti con sali, cibo e compagnia bella che si trova al ristoro e quindi dovevo mettere in atto la strategia più adatta.
Avevo letto, scritto da un ultramaratoneta, un articolo dove questi affermava che per le prime quattro ore si limitava ai liquidi cominciando a mangiare dalla quarta ora in poi e, così, decisi di fare anch'io.
Dopo il secondo giro mi sarei rifornito ad ogni passaggio alternando sali minerali ad uno e uno zuccherino (per rifornire i muscoli di glucosio) con un pò di thè a quello successivo e così via.
Dodici rintocchi provenienti dal campanile della chiesa avvertivano che era mezzogiorno; quasi due ore e mezza passate e 12 giri fatti per un totale di oltre 24 chilometri. Ogni giro riuscivo a concluderlo in 12/14 minuti con una regolarità svizzera e devo dire che ero piuttosto soddisfatto. Poi, improvvisamente, arriva la prima crisi: stanchezza e gambe pesanti che, quando arrivavo in cima alla scalinata non volevano intendere di cambiar passo facendomi dubitare di poter andare avanti ancora per molto.
Mille volte, parlando con gli amici, avevo detto e mi era stato detto che quella gara era soprattutto una questione di testa e, quindi, era l'ora di tirar fuori la testa. Non contrastare la crisi, non fare resistenza, mi dicevo, vedrai che passa!
Infatti, dopo una decina di minuti, passato davanti al ristoro e rifocillatomi con un bel bicchiere di Coca Cola, messomi al passo per affrontare la salita, sono arrivato in cima riprendendo a correre senza troppi problemi.
Ce ne sarebbero state altre di crisi simili; alla quarta ora, più o meno e poi dopo sei ore e mezza ma come arrivavano, presto, se ne andavano. Ormai sapevo come trattarle!!
Più il tempo passava e più correvo con il cervello immerso in un mondo a se. Il percorso  non presentava più sorprese, non c'era da stare attenti alle indicazioni e, quindi, potevo lasciare vagare la mente per i fatti suoi ed era piacevolissimo!!
Quattro ore fatte, 18 giri per oltre 36 chilometri e il tempo a giro si manteneva sempre piuttosto buono; tra i 14 e i 17 minuti.
E' dopo la quinta ora che torno a preoccuparmi di non poter arrivare in fondo; improvvisi sento arrivare i crampi alla coscia sinistra. Un cane che mi morde il muscolo. Rallento fino a fermarmi e comincio a stirare il muscolo e a massaggiarlo. Sembra passare e riparto attento a prevenire qualunque nuovo segnale; sarà così fino alla fine; questo dolore, a volte sopito, a volte un pò più forte, a volte sparito come se non esistesse, mi terrà compagnia per il resto della corsa.
Dopo sei ore il tempo a giro è salito a 18/20 minuti ma, intanto, i chilometri fatti son già quasi 50 e mi rendo conto di riuscire, se non ci sono intoppi, a chiudere in maniera dignitosa.
Via, via che passa il tempo, che si avvicinano le otto ore, l'adrenalina sale e sembra sparire anche tutta la fatica, soprattutto quando il campanile batte le quattro e mezza il che vuol dire che si sta per scavallare le sette ore e per entrare negli ultimi 60 minuti di gara.
Poi il primo colpo di pistola, dopo 7 ore e 40 minuti di corsa, che ci porta su un circuito più corto, di poco più di 300 metri dove correre gli ultimi 20 minuti. Non c'è più la salita e, quindi, più pesticciando che correndo, ci si avvia a portare a termine l'impresa.
OTTO ORE = 62,450 chilometri
Partiti in 180 abbiamo concluso le otto ore in 93
42° ASSOLUTO.  


alla prossima...........................................................

lunedì 27 settembre 2010

Quarrata, sabato prossimo al di la del Montalbano



Si, sabato prossimo, sarò al di là del Montalbano per correre la otto ore a Capraia.
Intanto ho fatto questa bella gara su per le strade sopra Quarrata passando da piccoli borghi caratteristici.
Giornata splendida con un bel sole ed una temperatura non eccessivamente calda. Gara bel organizzata con una forte partecipazione nonostante il "corri la vita" di Firenze e diverse altre competizioni nei dintorni. Eravamo io e Giuseppe e, devo dire, siamo andati piuttosto forte; la media di 12km/h, tenuta per 16 km, su un percorso molto impegnativo con salite     belle dure e, una volta in quota, continui saliscendi, hanno messo a dura prova le gambe che invece dovrei conservare come nella bambagia per la prova di sabato prossimo. 
Sabato!!!!
Son tornato a vedere le previsioni e sono abbastanza sconfortanti:
al mattino fortemente nuvoloso e, al pomeriggio, probabili temporali (al 49%).
Speriamo che ci siano ulteriori cambiamenti!!!!
Posted by Picasa

lunedì 20 settembre 2010

Acqua! Acqua! Acqua...ma nonostante tutto siamo a rrivati a Volterra

i nostri prima della partenza. Ridono ma non sanno quel che li aspetta!!!!


Ieri, anche la San Gimignano-Volterra è stata archiviata e, devo dire, piuttosto bene nonostante le premesse non fossero un granchè.
Abbiamo passato la settimana a controllare le previsioni meteo con il terrore di ripetere l'esperienza dell'anno scorso quando si corsero tutti i 28 chilometri sotto una cascata d'acqua. Ogni accesso al meteo peggiorava l'umore: settimana splendida con peggioramento al venerdi, sabato tremendo con forti temporali e, poi, ripresa del bel tempo da domenica pomeriggio. E domenica mattina?
Sulla Toscana, dalla cartina del LAMMA, si vedeva il sole coperto dalle nubi e, anche, qualche goccia di pioggia (in pratica voleva dir tutto, sole o acqua a catinelle). Dal sito del METEO.IT, andando a vedere le previsioni per Comune, su Volterra, la domenica mattina, metteva probabilità di precipitazione al 5% (quindi non c'era da preoccuparsi!). E, alla luce di questo, ognuno di noi le interpretava come meglio voleva: il pessimista diceva che si sarebbe presa una caterva d'acqua e l'ottimista prevedeva di correre con il sole.
La notte del sabato temporale e scrosci pazzeschi di pioggia e la mattina, alle sei, al momento della sveglia, gli alberi di fronte casa gocciolavano ancora d'acqua.
A peggiorare il tutto una nebbia bassa e appiccicosa che non aiutava assolutamente l'umore.
Ma, nonostante tutto, come si può vedere dalla foto, non eravamo assolutamente impensieriti e ci sentivamo pronti per la partenza.
A 5 minuti alle 9,00 precise, giù uno scroscio d'acqua che ha spopolato la piazza di San Gimignano dove era prevista la partenza con un fuggi fuggi di podisti che andavano tutti ad accalcarsi, al riparo, sotto i portici o gli androni dei palazzi.
Ma alle 9,00 il richiamo del giudice ha fatto dimenticare la pioggia e.....bang. lo sparo e via per correre verso Volterra.
Le gare di una certa lunghezza sono piacevoli per il fatto che non c'è ansia alla partenza, si può tranquillamente partire, con calma, per ultimi tanto i chilometri son tanti e, se ci sono il fiato e le gambe, non sono certo quella decina di metri alla partenza che sono determinanti.
I primi due chilometri sono in leggera discesa e sono scivolati via veloci per portarci ad affrontare la lunga salita fino al 13° chilometro.
Ho trovato il mio passo, abbastanza tranquillo, con una respirazione abbastanza facile tanto da permettermi, in alcuni tratti, di scambiare qualche chiacchiera con gli amici in corsa.
Arrivato in cima alla salita è arrivato il mio momento: la discesa sterrata dove ho potuto lasciare andar le gambe come piace a me. GUARDATE L'ALTIMETRIA CHE BELLA DISCESA!

In fondo, a differenza dell'anno scorso, le gambe giravano ancora bene ed anche il fiato reggeva per cui, fatti i due chilometri pianeggianti, ho affrontato la salita corricchiando tranquillo e solo negli ultimi 3, nei tratti più ripidi, ho alternato dei tratti di passo.
E poi l'ingresso in Volterra, con la voce dello speeker che si sentiva arrivare al di la dei palazzi, e poi l'ingresso in piazza dei Priori, e infine il passaggio sotto il gonfiabile dell'arrivo. Bello!!!
2h 35' e una manciata di secondi; 10 minuti meno dell'anno scorso.
Invecchiando miglioro come il vino buono

venerdì 9 luglio 2010

venerdi 02 luglio - ore 9,30 passo san pellegrino - "il tappone"













Il Passo San Pellegrino è un passo aperto che non presentava grandi difficoltà di transito neanche nell'antichità tanto da essere un collegamento importante, durante le crociate, come via rapida e sicura tra il cuore della Germania e Venezia, città di imbarco per la Terra Santa.
Ed è qui che la mattina di venerdi 2 luglio ci siamo ritrovati per la partenza della quinta ed ultima tappa del giro della Val di Fassa. Il famoso TAPPONE non tanto per la lunghezza, quest'anno di "soli" 13,6 chilometri, ma per le difficoltà presentate con un'altimetria da stroncare gambe e fiato.
Come consuetudine per l'ultimo giorno abbiamo anche l'elicottero della RAI ed è solo quando i tempi lo permettono (comunque con una differenza minima) che viene dato il via.
La partenza è in discesa fino al laghetto poco sotto dove ci ritroviamo tutti accalcati dovendo entrare uno alla volta sul sentiero. Spettacolare giro della pozza d'acqua e poi via, verso il Fuciade da dove, con una lunga e ripida discesa, scendiamo in Valfreda. Qui comincia il calvario; circa tre chilometri di salita incredibile con la seconda parte ripidissima che, in un chilometro e qualche centinaio di metri ci porta da quota 1900 ad oltre 2100. A quest'altezza ho sentito sin dall'inizio difficoltà a rompere il respiro e solo dopo diversi chilometri le cose vanno a posto anche, perchè, la seconda parte della salita me la cammino quasi tutta.
E non finisce qui....... per tornare verso il rifugio Fuciade altra discesa a rotta di collo e, stavolta, su sentieri tecnici piuttosto difficili che richiedono muscoli e nervi saldi.
Riprendiamo il sentiero verso il San Pellegrino ma fatti qualche centinaio di metri svolta a destra e su di nuovo per tornare, stavolta, a quota 2168. Arrivato in cima, allo scollino, vedo Giuseppe e cerco di allungare il passo nella successiva discesa anche perchè ormai, penso, è fatta; manca un chilometro e poco più.
Ma è l'ultimo pezzo veramente incredibile; l'arrivo posto presso il rifugio Paradiso in vetta ad una, pur se breve, tremenda salita che mette a dura prova le forza residue.
Ultima tappa di 13,6 km in 1h 30' 37" - 127 ass. maschile e 20° di categoria.
Ho chiuso il giro in
5h 42' 13"    -  110° assoluto    16° cat. GM -  su un totale di 252M e 34 cat GM

Alcune foto degli arrivati

























Cinzia che abbraccia "l'atleta vero" MASSIMO TOCCHIO il vincitore del giro




Giovedi 1 luglio - ore 9,30 - Muncion "giro di Pra Repe













Il mercoledi è stato giorno di riposo, dedicato a passeggiate turistiche, mangiate e visita al lago di Carezza.

Foto di gruppo sotto l'aquila.












giro intorno al lago Carezza


Ed arriva il giovedi - 4 tappa
La mattina sveglia presto per esser intorno alle sette a far colazione (dopo aver cercato di convincere l'albergatrice a fare un'eccezione e ad anticipare di mezz'ora l'inizio della pappatoia). Poi, sacco in spalla e giù alla seggiovia per prendere il bussino che ci porterà a Muncion (le donne ci seguiranno più tardi salendo a piedi i due chilometri che separano il nostro albergo dalla piccola frazione situata sopra Pera). Infatti prima devono aspettarci quando passeremo di corsa proprio sopra al nostro albergo per farci un pò di foto.
Muncion è un piccolo paesino che ha il vantaggio di essere lontano dalla statale, qui le auto si fermano e resta solo un servizio di bus-navetta che porta fino al gardeccia, e, inoltre, da qui si puòi godere di un meraviglioso panorama della vallata essendo un vera "terrazza naturale" che si affaccia sul fondovalle.
Alle 9,30 precise, dopo i soliti preparativi, arriva la partenza. I chilometri sono aumentati; non più 10,5 come previsto ma 11,5 per evitare di buttarsi subito nel sentiero che scende a Pera, ripido e ghiaioso, dove è facile cadere. Io mi butto "a palla" e arrivo in fondo subito dietro a Mario F. Giuseppe è dietro ma ora inizia il percorso a lui più congeniale, la salita e presto mi riprende e mi lascia ad arrancare e ansimare su per il pendio. Arrivati in cima si scende per un apio di km e poi su, nuovamente, per un'erta spaccapolmoni. Gli ultimi 500 mt. sono in discesa e ci permettono di arrivare sotto il traguardo senza essere troppo stravolti.
11 km in 1h 12' m17" - 120 ass.maschile - 16° di categoria


Mario F. sempre in prima posizione, chiude in
1h 04' 43"












a seguire ci sono io ma poi Giuseppe mi riaggancia e supera

Il Galli chiude in 1h 06' 45"

e infatti ecco Giuseppe. Ha chiuso in 1h 10' 16" beccandomi altri due minuti


Andrea con 1h 14' 14"


Sandro con 1h 17' 05"


grande prestazione della Grazia 1h 17' 44"

Luciano, la sua prestazione 1h 19' 33"



Mario D. con 1h 22' 25"


Ed ecco Valdemaro che ancora non ha attinto alle pozioni magiche. 1h 30' 01"

e la Cinzia arrivata in fondo nonostante un tremendo mal di stomaco in 1h 59' 07"

mercoledì 7 luglio 2010

Martedi 29 giugno - ore 9,30 - Soraga

"Maratona di Prapolin".??
Ma quale maratona? La maratona misura 42.195 metri ed è solo questa la distanza che si può fregiare del titolo di maratona ma quella di martedì, anche se non per lunghezza, si può definire proprio una maratona per la fatica che ho fatto.
Infatti, dopo un breve passaggio per il paese di Soraga ci siamo ritrovati davanti ad un muro; in poco più di tre chilometri ci siamo ritrovati a salire da 1200 a 1700 metri. La voglia di non farmi staccare da Giuseppe, più forte in salita, mi ha fatto spendere molto su quel muro ripido e quando siamo arrivati in vetta le gambe non volevano saperne di girare. Tutto lo sforzo fatto per mantenermi incollato all'amico rivale si è vanificato e mentre lui accellerava dopo il ristoro della vetta io mi son ritrovato a non averne più. Per un paio di chilometri è stata dura ma poi la strada ha cominciato a scendere, prima leggermente e poi, dal decimo chilometro, in maniera decisa ed ho recuperato. La discesa è il mio forte ed ho ritrovato il ritmo giusto. Molti sono quelli che ho superato e  in un battibaleno mi son ritrovato sopra a Soraga e sentivo la voce dello speaker che annunciava i concorrenti all'arivo.


16,8 km. in 1h31'54" - 122° ass. maschile - 16° di categoria.
Anche in questa tappa l'amico Giuseppe mi ha stracciato arrivando prima di me 3'13"; è andato fortissimo perchè io sono più che soddisfatto della mia prestazione a parte quei due o tre chilometri in vetta alla salita.







Mario F. in azione; ha chiuso in 1h 24'46"      



Paolo G. ha finito la terza tappa in 1h 28'05"



Giuseppe P. in 1h 28'41"



Andrea B. la sua prestazione è stata 1h 36'43"



Sandro C. così veloce che il fotografo l'ha preso solo da dietro: 1h 39'40"



Le donne in azione. Laura L. 1h 40'35"  -  Maria Grazia N. 1h 40'35"



Mario o Francesco? 1h 41'49"


Luciano P. col ginocchio sbarellato  1h 47'01"


Valdemaro F. con il suo carico di integratori e barrette: 1h 51'33"


E dopo, giustamente,  alla pappatoia dove siamo arrivati, tutti, PRIMI........

PROGRAMMA GARE ANNO 2012

  • 1/2/3 giu 2012 - Tour dei laghi - gare a tappe OK
  • 10 giu 2012 - TRAIL di FONTESANTA - organizzazione - OK alla grande
  • 15 lug 2012 - Sky Race Alpi Apuane - Km 24 OK alla grande
  • 28 ott. 12 Chainti Trail - 18 km
  • 04 nov. 12 - l'eroica running - km.43